Sprintrade Network

Sunday, January 30, 2011

Mediasondaggio Politico Elettorale: SEL punta la Lega


MEDIASONDAGGIO de La Politica.

Media dei valori dei sondaggi non commissionati da partiti politici.
La Media tiene conto del trend delle singole rilevazioni delle case sondaggistiche, delle ultime tornate elettorali nazionali e delle caratteristiche del fenomeno dell’astensione degli ultimissimi anni.



PDL 27%
PD 25,2%
LEGA NORD 10,8%
SEL 8,7%
FLI 6,5%
IDV 6,1%
UDC 6%
M5S 2%
FDS 1,6%
LA DESTRA 1,2%
MPA 0,8%
RADICALI 0,7%
API 0,6%
PSI 0,6%
VERDI 0,3%

altri 1,9%



I dati, visti con occhi esperti e imparziali, rispecchiano addirittura la fisionomia della realtà del 2008.
Assistiamo, infatti, al ridimensionamento del Centrodestra solo in virtù della scissione del PDL e dell’abbandono da parte dell’MPA. Punto più, punto meno, quindi.
Anche il Centrosinistra è sugli stessi livelli e non deve ingannare il ridimensionamento del PD data la corsa solitaria dei RADICALI e il travaso verso IDV e SEL.
Va detto che il Centrosinistra, tuttavia, in una situazione come quella attuale, pesca e pescherà, rispetto alla concorrenza e al passato, nel mare degli indecisi. I quasi 2 Milioni di elettori che nel 2008 non si recarono alle urne dopo il disastro del Prodi Bis.

Friday, January 28, 2011

Casini: Il Terzo Polo va solo con SEL. Il PD è fuori dai giochi.


Poco fa stavo riflettendo su quello che ritengo il fatto più importante della giornata. Vi sembrerà strano ma non riguarda né Ruby, né la ragazza che il Trota e il Drago avrebbero in comune (che sia affetta da Zoofilia?), né le rivolte in Tunisia, Egitto e Albania. Questa notizia è talmente importante che dovrebbe far passare in secondo piano anche la Figura ‘Emmerd di Frattini. Talmente importante che riguarda Pierferdinando alias “Pierfurby” Casini (ebbenessì) il quale, durante la convention del Nuovo Polo per l’Italia tenutasi a Todi, ha espressamente dichiarato, senza mezze misure, tra uno schiaffetto correttivo a Buttiglione e un momentaneo blocco dell’amigdala:''Vogliamo pacificare l'Italia, costruire le condizioni per una grande coalizione, come in Germania, tra moderati e socialisti che faccia anche scelte impopolari. Scelte doverose anche se possono costare in termini elettorali ma che se non facciamo ci porterebbero nel baratro''. Lo ha detto proprio lui. E non so perché, sarà che l’aria è amara, sarà che i sondaggi mostrano i primi segni di cedimento dell’asse PDL-LEGA ma a tutto vantaggio del Centrosinistra, io mi fido. A me pare un’inversione di rotta chiara. In fondo è pur sempre Casini e non “Ma anche” o “Ragassimasiamopassi”. Dovremmo poter fidarci, insomma. E giusto per capirci, quando dico dovremmo, parlo anche a nome del mio Inconscio. Ora però, prendendo in considerazione pelo per pelo quello che ha detto, essendo il suo lessico abbastanza chiaro, dovremmo aver capito che intenderebbe prendere spunto dalla Große Koalition dei Crucchi, partendo dalla irremovibile condizione che per Socialisti s’intenda, come è logico che sia, chi fa riferimento al Partito Socialista Europeo e, per Moderati, i Popolari Europei. L’ennesima dimostrazione, quindi, di quanto il Partito Democratico non sia stato preso minimamente in considerazione. Nemmeno da Pierfurby. Tu, che credi che io stia gigioneggiando, o che stia dando nuovamente di matto, sappi che sono più che serio. Ancor più serio quando rifletto sulla questione delle decisioni impopolari che, a casa mia, sta per “dobbiamo stringere la cinghia e i denti (perché non si dilata solo la pupilla di Noemi Letizia)” per poter star meglio domani. E Prodi? E le mani nelle tasche (!della giacca!) degli italiani? Non si poteva far prima? Cosa non andava nel Leader Maximo? Perche Rocco “70 a 30” Buttiglione ritenne di dover cambiare aria quasi 20 anni fa? Perché la scissione col PPI? Mistero della Fede. Atteniamoci a quanto detto e, soprattutto, che FLI e UDC non vengano a dettar legge in casa nostra, che senza girarci intorno, poco ci manca che assieme non raggiungono nemmeno il consenso di SEL. Che sia chiaro. 



di Luigi De Michele 

Tuesday, January 25, 2011

Sondaggio IPSOS/Ballarò: PD e SEL salgono. Centrosinistra avanti.

PD e SEL salgono contemporaneamente. Il PDL perde consenso.
Centrosinistra al 41,7% senza FDS, Verdi, PSI e Radicali. Centrodestra al 39,4%.
In barba a chi dice che il Bunga Bunga non sposta voti. Pochi, ma ne sposta. E se devo dirla tutta, vista la propensione italica a salire sul carro dei vincitori, non voglio nemmeno immaginare cosa potrebbe accadere qualora si mettesse davvero male per il Drago.



PDL 27%
PD 25,7%
LEGA NORD 11,2%
SEL 9,2%
IDV 6,8%
UDC 5,9%
FLI 5,4%
FDS 2%
M5S 2%
LA DESTRA 1,2%
API 1%
MPA 0,5

ALTRI 2%

Monday, January 24, 2011

Sondaggio EMG: Crolla il PDL. SEL oltre il 9%

A dispetto di quanto i Pigi Battista possano pensare e sperare, il Bunga Bunga non si è rivelato l’ennesimo Boomerang per la Sinistra. Il vero grande sondaggista italiano non crederà al fatto che, nonostante le due comparsate in Mondovisione del Drago senza contradditorio, gli italiani stiano maturando una propria visione del tutto, magari mettendo in discussione 20 anni di fedeltà ininterrotta. Il Vaso di Pandora è scoperchiato, la speranza risulta ancora non pervenuta ma la gente inizia ad essere incuriosita da ciò che potrebbe trovarci dentro. Chissà che non obblighino Magalli in quel dei Fatti Vostri a smetterla di proporli ai telespettatori in salsa cinese. Tutto è possibile. Se il PDL perde l’1,4% in pochi giorni, vuol dire che tutto è possibile. E se per voi è troppo poco, vi assicuro che meglio non sarebbe potuto andare. Avete mai provato a convincere vostro nonno a votare Vendola dopo anni di MSI prima e Fiamma Tricolore dopo? Bene, presumendo che sia un gatto, arriverà a votare Radicali durante la quarta vita di suo nipote.
Ebbene sì, Vendola, proprio lui, con il voto dei vostri nonni, oggi, avrebbe il 15% mentre EMG lo da in crescita “solo” dell’1,7%. Solo il Non Voto cresce più di lui (3,2%). Questo vuol dire, in parole povere, che oltre a quella parte di nostalgici del PNF messisi in discussione a tal punto da cambiare bandiera, ve n’è una schifata ma che non ha ancora il coraggio di farlo. Vedremo per quanto ancora. 


LEGA NORD 10,9%
PDL 28,6%
LA DESTRA 1,2%
TOTALE 40,7%

FLI 5,9%
MPA 0,7%
UDC 7,1%
API 0,9%
TOTALE 14,7%

PD 23,2%
RADICALI 0,7%
PSI 0,9%
IDV 5,9%
SEL 9,1%
VERDI 0,4%
FDS 0,9%
TOTALE 41,1%

M5S 1,6%

ALTRI 1,9%

Sunday, January 23, 2011

Sondaggio Politico Elettorale: Il Nuovo PNF oltre il 30%, il PDL segue.


Quest’anno si festeggia il 150esimo anniversario dell’Unità della Gloriosa Italia. Quest’anno si festeggia l’imponente saccheggio perpetrato ai danni dell’ei fu ricco Meridione che tanto bene ha fatto all’arretrato Nord in tutti questi anni. Quest’anno, che Dio lo scongiuri, il Meridione d’Italia, dopo essere stato cornificato, potrebbe essere definitivamente mazziato col Federalismo. Questo è l’anno. Questo è l’anno in cui potremmo celebrare la Seconda Liberazione italiana, così come la fase finale del Secondo Ventennio. Quest’anno, d’altronde, è l’anno in cui potremmo Rifare l’Italia e, soprattutto, Fare una volta per tutte gli italiani.
Quest’anno, in parole povere, è il nostro 2012, il crocevia tra presente e futuro o, nella peggiore delle ipotesi, tra presente e passato remoto. Nulla sarà come prima. E più che la frattura tra Berlusconi e Magistrati, Berlusconi e Sinistra, Berlusconi e Fini, Berlusconi e Veronica, Berlusconi e se stesso, ci toccherà far fronte alla frattura, apparentemente insanabile, venutasi a creare nel paese all’indomani delle elezioni del ’48 e, acuitasi, oggi, irrimediabilmente, all’interno della società italiota.
La gente parla di anni cupi, del punto più basso della Storia Repubblicana, dell’intenzione di andare via o di fare la tanto inflazionata Rivoluzione. La gente, insomma, è nel pallone. Drogata, violentata e lasciata su una statale a piedi scalzi al centro della corsia in contromano e vi risparmio quella della giornata di pioggia. La gente, insomma, sta uscendo dal torpore e come in tutte le storie più note lo fa previo shock emotivo. Una cosa è certa: è finita la notte dei sonnambuli o dei morti viventi che dir si voglia. E’ finita perché, aldilà della clientela tifosizzata, di chi ha spento il cervello per paura di pensare e di chi nel proprio microcosmo prende parte a quelle stesse brutture di cui oggi è accusato il Drago, la realtà ha finalmente deciso di abbagliare gli occhi ai ciechi tanto da metterli in guardia. Quella di oggi è una grande possibilità. La vera grande possibilità per poter parlare in maniera sentita di Unità d’Italia. Indietro non si torna. E non per menarvela con l’elettore macho-tollerante-pidiellino-fino-a-che-non-gli-toccano-la-figlia ma, mi par scontato, che anche il più apatico è stato inevitabilmente scosso da quel che succede ed io, che odio i consigli, nelle vesti di chi qualcosa di sondaggi e dinamiche mentali le conosce pure, vorrei permettermi di esortarvi a sbattervene dei numeri che puntualmente danno il nuovo PNF in testa in virtù della loro palese faziosità e inattendibilità. Facciamo una cosa. Avete presente quando vi aspettate che il nuovo PNF debba per forza di cose scendere per le immani porcate e non succede? Beh, è l’ennesima puntata della Italian Fiction. Fidatevi. E sapete perché dovete fidarvi? Per due motivi. Perché ¾ dei sondaggi sono commissionati da forze politiche di CDX e quindi taroccati con bias apocalittici e poi perché gli unici che rispondono chiaramente alle domande poste dalle case sono proprio i tifosi alla stregua di Bogdanov mentre noi siamo o indecisi o parliamo di astensione.
Ci rendiamo conto? Loro votano e noi ci asteniamo permettendo la vittoria di Cota-aka-la-gente-non-arriva-alla-fine-del-mese, di Alemanno-aka-croce-celtica-tatuata-sul-petto o della Polverini-aka-il-sindacato-di-destra-esiste-solo-in-italia.
Ci rendiamo conto dei danni che noi per primi facciamo nel nome del “Sono stanco di turarmi il naso”?. Ora sapete che vi dico? Fate bene! Ora sì che potete respirarvi in libertà tutta la merda che è venuta a bussarvi al portone di casa, che appare in tv, che colpisce i vostri figli, il vostro ex lavoro e che non vi permette più nemmeno di poter parlare liberamente di politica coi vostri amici o in famiglia perché, altrimenti, si finisce per litigare.
Bella la libertà di respirare aria pulita, no?




di Luigi De Michele

Wednesday, January 19, 2011

Il Documento Integrale della Procura di Milano: le prove d'accusa contro Berlusconi.





Il Documento Integrale di 384 pagine della Procura di Milano.


Clicca qui per il Download









Ruby: Il Fascicolo della Procura di Milano. Le intercettazioni.


E così giungemmo al secondo capitolo del libro che narra la fine di Silvio Berlusconi.
Il primo capitolo, come tutti sappiamo, narrava della fine politica all’indomani dell’ormai noto gol della bandiera del14 Dicembre. Il secondo narra dell’uomo che giurava sulla testa dei propri figli, quei figli che scappano in lacrime alla vista di un padre presentatosi loro con una ragazzina in braccio nel bel mezzo di una cena. Il secondo, roba non da poco, narra della sua fine in quanto uomo sociale che, vista l’impossibilita di rigenerarsi dal peggiore stigma possibile, nulla potrà con l’ennesimo colpo di coda. La fidanzata idealizzata.
Se non erro, Machiavelli parlava di ascesa, mantenimento (?) e declino. Un processo inevitabile. E per quanto non lo ritenga affatto un maestro, credo, che almeno in questo caso, abbia la sua porca dose di ragione. Assieme a Berlusconi, cadrà l’intero castello di carte, un castello a forma di piramide ma capovolta, dove, se vien meno la carta portante, vengon giù le altre. Le migliori rivoluzioni sono quelle che avvengono per demerito mi dico e, soprattutto, se in virtù della tua egomania pretendi di voler controllare tutto, quel tutto reggerà su di te finendo per schiacciarti una volta venuta meno la tua proverbiale ineffabilità, la tua forza. Il tutto in un contesto in cui la salute psicofisica ha un ruolo fondamentale.
Non si spiegherebbe altrimenti quello che leggerete.


Le parole.
Va detto che queste che seguiranno, le prime, paradosso dei paradossi, sono le parole maggiormente incriminate dagli avvocati del Premier, i quali puntano sulla seguente dicitura: “abusando della sua qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri” per cercare di trasferire le competenze delle indagini dalla Procura di Milano al Tribunale dei Ministri, motivando nella fattispecie il tentativo di giudicare comportamenti che spettano solo a quest’ultimo. La procura, dal canto suo, sostiene che il Premier non avrebbe compiuto il reato abusando delle sue funzioni.
Nel fascicolo, infatti, i pm affermano che:

“al fine di occultare sia il delitto di cui al capo che segue [l'utilizzo di prostituzione minorile, ndr] e di assicurarsi per esso l’impunità, sia altri fatti, anche di rilevanza penale non a lui ascrivibili, ma comunque suscettibili di arrecare nocumento alla sua immagine di uomo pubblico, abusando della sua qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri, la notte tra il 27 e il 28.05.2010, avendo appreso che la minore El Mahroug Karima – da lui in precedenza frequentata – era stata fermata e condotta presso la Questura di Milano, si metteva in contatto con il Capo di Gabinetto del Questore, dr. Pietro Ostuni e rappresentandogli che tale ragazza minorenne, di origine nord africana, gli era stata segnalata come nipote di Mubarak, (circostanza peraltro palesemente falsa), lo sollecitava ad accelerare le procedure per il suo rilascio, aggiungendo che il Consigliere Regionale Nicole Minetti si sarebbe fatta carico del suo affido e, quindi, induceva il dr. Pietro Ostuni a dare disposizioni alla dr.ssa Giorgia lafrate, (funzionaria della Questura di Milano e quella notte di turno) affinché la citata minore El Mahroug Karima (nata in Marocco il 1.11.1992 e denunciata per furto in data 27.5.10 da Pasquino Caterina), venisse affidata a Minetti Nicole, così sottraendola al controllo e alla vigilanza delle autorità preposte alla tutela dei minori, in contrasto con le disposizioni al riguardo impartite dal PM di turno”.



Per quanto riguarda quella notte, questo il resoconto:

“Alle 23.59.27 del 27 maggio 2010, Pietro Ostuni, dopo essere stato contattato a mezzo telefono dal Presidente del Consiglio dei Ministri, si poneva a sua volta immediatamente in contatto con la dr.ssa Iafrate, cui comunicava le disposizioni ricevute da Silvio Berlusconi, invitandola ad agire rapidamente per il rilascio della minore“. Berlusconi ha sempre detto di aver fatto telefonare solo per accertarsi delle condizioni della ragazza e avere delle informazioni sul suo conto. Ostuni non si limita a fare una telefonata, scrive la procura, bensì “contattava ripetutamente la dott.ssa Giorgia Iafrate, alle ore 23.59.27 (durata 72 Sec), 00.02.21 (durata 12 Sec), 00.05.48 (durata 1 Sec), 00.08.04 (durata 41 Sec), 00.10.46 (durata 85 Sec), 00.20.03 (durata 21 Sec), 01.21.49 (durata 70 Sec), 01.28.03 (durata 103 Sec), 01.31.43 (durata 50 Sec), 01.33.11 (durata 26 Sec), 01.44.37 (durata 110 Sec), 02.12.10 (durata 303 Sec), per accertarsi che le sollecitazioni del Presidente del Consiglio, in ordine al rilascio di El Mahroug Karima e al suo affido a Nicole Minetti, venissero eseguite“. Ostuni telefona anche al questore di Milano e a un dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Milano, che poi a sua volta chiama per tre volte Giorgia Iafrate.
“Successivamente il dr. Ostuni comunicava alla Presidenza del Consiglio che El Mahroug Karima era stata rilasciata e affidata al Consigliere Regionale Nicole Minetti“. Questa, non appena uscita dai locali della Questura, consegnava la ragazza alla coinquilina di Karima El Marough, “persona priva di referenze”. La procura documenta come “la minore El Mahroug Karima veniva affidata alla Minetti Nicole ancor prima che fossero formalmente richiesti dalla Questura di Milano, con fax al Commissariato di Taormina, a firma dott.ssa Iafrate, inviato alle ore 02.20 del 28.05.10, i documenti necessari ai fini di una sua compiuta identificazione, accertata in Letojanni effettivamente solo alle ore 04.00 del 28.05.2010; nonché senza previo interpello dei genitori della minore stessa circa il suo affidamento a terzi“. Karima El Marough viene quindi rilasciata e affidata a Nicole Minetti, come chiesto con insistenza dalla presidenza del Consiglio: prima di essere identificata, prima che fosse accertato persino il suo essere o no minorenne”.



Ciò detto, la Procura di Milano accusa il Premier di:

“avere, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso e in tempi diversi, compiuto atti sessuali con El Mahroug Karima, minore degli anni diciotto, nella sua abitazione privata di Arcore [...] in cambio del pagamento di somme di danaro che venivano consegnate, in contante, dallo stesso indagato, oppure da Spinelli Giuseppe, suo fiduciario, nonché di altra utilità economica (gioielli ed altro)“.


Le prove. Per quanto riguarda le prove la Procura ha raccolto le testimonianze di diverse persone vicine a Ruby:
-       La sua coinquilina che afferma che la ragazzina portava regolarmente uomini in caso e che si prostituiva
-       Sul suo cellulare sono presenti vari numeri di telefono che fanno riferimento a “Rubbi Troia”, “Papi Silvio Berluscone”, “Casa Roma Silvio”…
-       Un’altra coinquilina ha dichiarato agli inquirenti che Ruby “diceva di essere molto amica del Presidente del Consiglio Silvio Berluconi, con il quale, a suo dire, è stata spesso a casa del Premier dove ha cenato, ballato e fatto sesso con lui, il quale le dava molto denaro“
-       Stessa cosa dice un suo amico Carabiniere che aggiunge che “all’inizio della sua conoscenza con il Presidente del Consiglio neanche lui sapeva che era minorenne, dopodiché Ruby lo aveva informato che era minorenne“e “ci tengo a precisare che non ero io a fare domande sul Presidente del Consiglio, ma era Rubi che spontaneamente mi riferiva questi particolari e della sua conoscenza col Presidente del Consiglio. E, lo ripeto, io in quel periodo ero convinto che lei “sparasse” delle esagerazioni per apparire nei miei confronti più importante di quello che era e soltanto quando ho appreso dai mass media del suo coinvolgimento e del fatto che frequentasse la residenza personale del Presidente del Consiglio ho capito che quello che mi confidava era vero…

Ruby. Le sue telefonate:
-       Al telefono con un’amica parla degli inquirenti: “adesso praticamente sanno che io vado da Silvio e conosco Silvio“, “io ho negato il fatto che Silvio sa che sono minorenne, le ho detto che lui sa che sono maggiorenne [...] perché non voglio metterlo in casini… [...] Lui m’ha detto, non è che per caso è un caso di prostituzione o lui vuole il tuo corpo… o tutti gli aiuti che hai avuto li hai avuti tramite lui? Gli ho detto no! Assolutissimamente. In effetti loro erano restii a darmi in affidamento a Lele proprio perchè pensavano che c’era un collegamento con Silvio Berlusconi“.
-       Al telefono con un’altra amica: “Tu hai il papà, lo zio… a lui come lo chiami? Lo zio, il nonno? Come lo chiami?” Ruby: “E no, papi”. L’altra: “E siamo messi bene, Madonna mia! fai come la napoletana, il papi lo chiamava”. E Ruby: “No, no, la napoletana è un’altra cosa, io sono un’altra. E quella è la pupilla, io sono il culo (ride)”
-       Ruby confida ad un’amica di aver parlato con il suo avvocato: “Silvio gli ha detto: dille che la pagherò il prezzo che lei vuole, l’importante è che lei chiuda la bocca, che neghi il tutto, e che dica che lei… che dica pure di essere pazza ma l’importante è che lei mi tiri fuori da tutte queste questioni, che io non ho mai visto una ragazza che ha diciassette anni, o che non è mai venuta a casa mia“. Sempre secondo il suo avvocato “è un caso che supera quello della D’Addario e della Letizia, perché tu eri proprio minorenne… adesso siamo tutti preoccupatissimi… “, che “io frequento casa sua [di Berlusconi, ndr] da quando c’avevo sedici (16) anni” e che “io ho negato il tutto, ho detto no, sono andata a casa sua ma lui pensava fossi maggiorenne, pensava che avessi ventiquattro (24) anni, anche perché non li dimostro, poi dopo che ha scoperto che ero minorenne mi ha buttato fuori casa, perché io sto cercando di salvaguardare lui così a me mi torna in tasca qualcosa…“. Poi, ancora, sempre il 26 ottobre: “io ho parlato con Silvio gli ho detto… che ne voglio uscire di almeno con qualcosa… cioè mi da… 5 milioni… però… 5 milioni a confronto del macchiamento del mio nome…“.
-       Il 28 Ottobre confida: “Silvio mi chiama di continuo, mi ha detto cerca di passare per pazza… per quello che… che puoi… per pazza… racconta cazzate… ma io ti sarò sempre vicino… mi fa … di qualsiasi cosa, e avrai da me qualsiasi cosa che tu vuoi… con il mio avvocato gli abbiamo chiesto 5 milioni di euro … in cambio di… del fatto che io passo per pazza, che ho raccontato solo cazzate… e lui ha accettato… in effetti seguiremo questa… questa strada…“. E in un’altra conversazione: ”che lui mi ha chiamato ieri dicendomi Ruby, ti do quanti soldi vuoi, ti, ti, ti pago… ti metto tutta in oro ma l’importante è che nascondi il tutto, nascondi il tutto, non dire niente a nessuno… [...] ma può essere… per me mafioso… può essere quello che vuole, l’importante è che a me mi sta riempiendo di soldi… sta cambiando la mia vita, cazzo, guarda… ti faccio una domanda, però rispondimi sincera; se a te Silvio ti mettesse nelle tue mani 6 milioni di euro...”.


Ruby ad Arcore.
Secondo il posizionamento del suo telefono cellulare, Ruby è stata ad Arcore il 14, il 20, il 21, il 27 e il 28 febbraio del 2010; il 9 marzo del 2010, il 4, il 5, il 24, il 25 e il 2 aprile del 2010; il primo e il secondo giorno di maggio del 2010.


Altre intercettazioni:
-       T.M e Nicole Minetti al telefono: “No ma infatti ti volevo un attimo briffare sulla cosa, nel senso… giurami che non ti prende male nel senso cioè ne vedi di ogni, cioè te ti fai i cazzi tuoi e io mi faccio i cazzi miei per l’amor del cielo però ne vedi di ogni ..cioè nel senso la disperaticion più totale cioè capirai… è gente per cui è l’occasione della vita quindi ne vedi di ogni, fidati di me punta su il francese che lui sbrocca gli prende bene e tutto. Digli tutto quello che fai… seconda laurea…sei stata a…tre mesi alla Sorbona, che anche lui ha studiato alla Sorbona, si si si esalta di brutto non entrare nei dettagli”
-       T.M. a un’amica dopo una festa: “Cioè, io posso aspettarmi che certe cose avvengano in privato, no? Perché ognuno fa assolutamente quello che vuole. Penso che non ci siano problemi se uno da adulto no? Con un altro adulto… per carità, fai pure. Il problema è che avvengono in maniera assolutamente sfacciata, disinvolta, davanti a tutti. [...] nessuno mi ha messo in difficoltà in nessun modo e quindi questa è una cosa buona [...] però per darti un’idea, fai conto… ee.. noi slam…cioè, non c’è nessun genere di controllo relativo… [...] e fa gli inviti quindi. Ieri sera c’erano molte ragazze, tipo una ventina, e c’era lui e il suo fedelissimo amico che ha un ruolo importanteeee, bassino, mmmm, adesso va bè, comunque, eee molto abbronzato, che parla benissimo di lui, lo venera proprio, ti può venire in mente chi è, comunque… eeee poi c’era un’altra persona ancora, questi loro tre e basta, e tutte ragazze. Eeeee noi siamo entrate proprio senza nessun tipo di controllo nel senso che tu arrivi, fuori di casa, eee dici il tuo nome e passi con la macchina tranquillamente. Io avevo la mia borsa il mio cellulare, nessuno me l’ha guardata nessuno mi ha chiesto niente. Quindi, varchi la soglia ed entri. Eeee l’ingresso è stato proprio cioè, ma non informale, di più. Perchè queste persone lo chiamano: “amore – tesorino” cioè, ma proprio dei livelli di bassezza totale. Tu non immaginarti niente di quello che puoi immaginarti. [...] ecco, praticamente nei giornali dicono molto meno della verità. Cioè, anche quando lo diciamo, massacrano, no, cioè, è molto peggio! Molto più triste e molto più. Ti dico, non c’è nulla di pericoloso, fa tutt, a me proprio mi ha lasciato l’amaro in bocca. Ma non perché ho avuto paura, no no no, per la desolazione cioè, sai quando vedi quelle cose… [lui è stato] ospitalissimo, del resto lui magari è abituato che se una va lì.. no? è pronta a tutto diciamo, ma io sai come sai, non ho problemi a dire no a nessuno quindi ero nel mio angolo… [...] a me è scaduto tantissimo. Mi sembrava di avere di fronte non lui, ma le caricature del Bagaglino. [...] Hai presente quella volgarità spiccia che non è neanche tanto costruita o fantasiosa? Non è “Eyes wide shut”, il film con Tom Cruise, cioè no! una roba banale ecco. Io mi sentivo lì dentro. In questa cosa in cui a un certo punto durante la serata con l’Agostino di turno, tipo Maria De Filippi, quello con la pianola che canta, a un certo punto, non si sa bene come o perché, qualcuno ha iniziato a far vedere il culo e da li la serata è decollata. In un susseguirsi di cose più o meno volgari, ma come se fosse naturale e ti dico tutti davanti a tutti quindi questo buttasù… [...] Dopo di che ci si è alzati e la cosa è peggiorata nella lato diciamo, no nel lato, in una sala-discoteca mmm è lì il degenero più totale cioè proprio siamo, ripeto, in un puttanaio in cui si ci si intrattiene come meglio si crede. Cioè, poi alla fine ognuno è libero di fare quello che vuole, nel senso che, è una casa privata no? E ti ripeto, io sottolineo che nessuno mi ha proposto nulla chiesto nulla alluso a niente cioè assolutamente no. Io sono stata tutta la sera seduta, piuttosto che a fumarmi la sigaretta piuttosto che a mandare un messaggio al cellulare, rispettata assolutamente. Dopo sai, anche solo il fatto di vedere certe cose, può metterti in difficoltà. [...] io pensavo di vedere o delle avances o della disponibilità che poi però si sarebbe concretizzata in un’altro posto. Cioè, capisci che se io vedo uno che ammicca o una che dice dai dai dai, che ne so, è un conto no? Se poi io vedo un bacio è un altro discorso… e poi io non ne vedo uno, ma ne vedo venti”.
-       T.M al telefono: “A certi livelli tu puoi anche prenderti una al top e far certe robe anche 5 alla volta ma cioè in una stanza, non con le prime 4 cretìnette davanti a una che non conosci [che] potrebbe essere chiunque perché nessuno mi ha chiesto un documento. [...] non tornerei mai ma non perché c’ho qualcosa di male se vedo un culo, non è che adesso…”

T.M. racconterà le stesse cose agli inquirenti. Racconterà di un locale, “definito bunga bunga”, con dei divanetti e “un palo da lapdance, una sorta di banco bar e dei bagni, dove le ragazze andarono a prepararsi per la prosecuzione della serata, che da quel momento in poi assunse caratteristiche diverse da prima”. Le ragazze “indossarono abiti succinti” e “assunsero atteggiamenti con connotazioni equivoche, ma senza che si consumassero, almeno in mia presenza, rapporti sessuali”. Verso l’una e trenta, poi, la maggior parte delle ragazze veniva salutata e ricompensata con gioielli o contanti. Alcune invece, quelle prescelte da Berlusconi, sarebbero rimaste per la notte.




C’è molto altro (gossip) ma ho preferito focalizzare l’attenzione sugli eventi che parlano del possibile danno perpretato a queste ragazze, a cui, se non ve ne foste accorti, si sta rubando o negando la migliore età.







Saturday, January 8, 2011

Dal Fondamentalismo alla Pronoia: Riccardo Staglianò intervista Rob Brezsny



SAN FRANCISCO. Dice che la sua spiritualità è un misto di «tradizione esoterica occidentale, sufismo, tantrismo, “macho-femminismo” e certi aspetti di cristianesimo». Dice anche che la sua filosofia esistenziale è la pronoia, antidoto alla paranoia, per cui il mondo cospirerebbe – nonostante un certo numero di evidenze contrarie che sarebbe lungo qui elencare – per il nostro bene. E che «quel che ci succede è ciò che crediamo ci succederà», però non nella versione facilona e un po’ volgare della New Age. Ma soprattutto ha detto e ripete che «considerava gli oroscopi dei giornali un abominio. Erano, senza eccezione, scritti male e imperdonabilmente noiosi. Incoraggiavano la gente a essere superstiziosa e a tirare la sbagliatissima conclusione che l’astrologia predichi la predeterminazione e annulli il libero arbitrio». Così, almeno, sino a quando non è sceso in campo lui, Rob Brezsny. Che con milioni di persone che ogni settimana aspettano di abbeverarsi alla sua saggezza dalle oltre 130 riviste che lo pubblicano (in Italia Internazionale) o gratis in rete, è diventato il titolare di una delle rubriche in assoluto più lette al mondo. E, prima che sul volto del lettore fieramente razionalista si dipinga una smorfia di disgusto per il triste stato della credulità pubblica all’alba del XXI secolo, un consiglio: sospendete il giudizio. Perché, qualsiasi cosa sia, Free Will Astrology è tutta un’altra cosa. Rispetto almeno alle tante ricettine precotte che prescrivono la stessa sorte a moltitudine di incolpevoli solo perché nati, per dire, sotto il segno dei Pesci.
Restano in piedi, ovviamente, un paio di obiezioncine non trascurabili. Quella che la posizione dei pianeti non abbia la benché minima influenza sulle nostre vite. E, anche per chi è disposto a superarla, che gli oroscopi sui periodici siano vestiti taglia-unica che non possono stare bene indosso a tutti coloro che hanno in comune solo lo zodiaco. La differenza però è nella qualità della stoffa. Brezsny è colto, scrive molto bene e riempie le sue schede astrali di spunti di riflessione. Basterebbe forse non chiamarli oroscopi e nessuno, a quel punto, avrebbe da ridire su quella che lui stesso, dagli esordi di oltre trent’anni fa, definiva «poesia sotto mentite spoglie». Glielo chiedo nel suo studio, un bric à brac di croci, simboli sacri e pagani, un poster di Kandinsky e due enormi monitor di computer, oltre che una mini-stazione radio, al primo piano di una casa che guarda su un fiumiciattolo a circa tre quarti d’ora a nord di San Francisco (un dettaglio di più e si troverebbe i fan in pellegrinaggio sotto l’uscio). L’unica cosa su cui è laconico è l’età, «ancora cinquantenne», e non si capisce perché dal momento che è un uomo in gran forma, alto e dai movimenti fluidi di ragazzo, con una lunga criniera di riccioli bianchi e uno strano, lungo gilet bordeaux che lo fa sembrare un druido. Il suo nuovo libro, appena uscito in Italia da Rizzoli, si intitola Roboscopo (256 pag., 14,90 euro) ed è una collezione del meglio della sua produzione.

Allora, una buona volta, come dovremmo definirli questi oggetti non identificati che piacciono tanto ai professori universitari quanto alle parrucchiere?
«Sono stato musicista rock, ho studiato poesia all’università, ero appassionato di astrologia e come logica conseguenza stavo costantemente al verde. Così, quando nel ‘78 trovai l’annuncio del settimanale Good Times di Santa Cruz che offriva 15 dollari alla settimana per una rubrica di oroscopi non mi sembrò vero. Ero sconcertato che quelli che si leggevano su giornali considerassero solo la posizione del sole, ricavandone consigli superficiali e superstiziosi. Io ho fatto del mio meglio per non cadere in quella trappola e inventarmi un mio genere. Quindi le definirei delle lettere d’amore ai lettori piene di storie e metafore per rinvigorire la loro immaginazione».
Resta il dubbio che vadano bene un po’ per tutti indifferentemente: è così?

«Chiunque può ricavarne qualcosa ma ognuno è pensato per il suo segno. Oltre al sole guardo la luna e le “case” in cui si trovano i pianeti. E dalla risultante di alcune caratteristiche archetipali dei segni e della posizione degli astri traggo le mie indicazioni. Sulla base di quelle avverto, che so, il Cancro che se ha “Plutone quadrato” allora quella settimana dovrà faticare di più per ottenere dei risultati, così lo sa e non si scoraggia».
Ecco, sembra non voler interferire nelle vite degli altri ma aiutarli a tirare fuori il meglio di sé. Ho letto che crede nelle «profezie che si autoavverano». Fino a che punto?
«Sono convinto che siamo ciò che pensiamo, questa è la mia accezione di self fulfilling prophecies. Che è diversa da quella materiale che sembra spacciare Il Segreto di Rhonda Byrne, un bestseller da 20 milioni di copie, quando parla delle “regole dell’attrazione” per cui basterebbe desiderare molto una cosa per ottenerla. Se vuoi diventare un pianista da concerto, ad esempio, il desiderio non basta. Tocca studiare almeno sei ore al giorno per un minimo di cinque anni, ascoltare tutti i migliori pianisti e, soprattutto, avere talento. Una cosa è l’immaginazione, altra l’illusione».
Però il pensiero positivo aiuta. Per questo ce l’ha con i giornalisti latori di cattive notizie. Dovremmo far finta che va tutto bene?
«No, certo, ma neppure inondare la gente solo di crimini e catastrofi. Sono un liberal, la mia rubrica è passata da 7 a 32 pubblicazioni nel ‘91 quando criticavo apertamente la prima guerra del Golfo. Non sottovaluto il male del mondo. Ora però esagerate. Esistono autorevoli studi che dimostrano che gli omicidi, ad esempio, sono calati ma voi fate finta di niente. Solo il sangue tira. Io propongo un riequilibrio. Non vogliamo fare 50 e 50, ok, ma almeno un quinto di buone notizie le vogliamo dare?».
E per compensare questa visione deprimente che si è inventato la pronoia?
«In qualche modo, sì. Penso che il mondo cospiri per il nostro bene. Se non dei singoli individui, del genere umano. Pensate al miracolo di risvegliarsi ogni mattina. Alla distanza del sole dalla terra: un po’ meno e bruceremmo, un po’ di più e ci congeleremmo. Bisogna potenziare questa linea di pensiero grato. Io, per esempio, mi chiedo ogni giorno come potrei amare meglio. Non solo mia moglie e mia figlia, ma tutti, compreso il lavoro che faccio».
Cos’altro fa per rendersi la vita meno amara?
«Meditazione. Sia rivisitando le cose accadute che contemplando l’idea della mia morte: è molto purificante. E poi ricavo molte indicazioni anche dai sogni. Da giovane, per avere accesso a questa specie di quarta dimensione, ho fatto uso di droghe ma è così infinitamente meglio arrivarci senza. L’immaginazione è stupefacente».
A questo proposito cita spesso William Blake che la considera la chiave al «regno dell’eternità». Quali altri scrittori, artisti e intellettuali l’hanno influenzata o ama?
«Carl Gustav Jung, per l’idea che ognuno debba affrontare la propria “ombra”, il lato oscuro, perché se si prova a non farci i conti viene poi fuori in forme peggiori. Rudolf Steiner, per gli insegnamenti sulla conoscenza soprasensibile. Poi amo Leonard Cohen per la sua spiritualità sempre lucidissima. E adoro il giovane Sufjan Stevens che nelle sue canzoni tratta temi drammatici, come il cancro, senza mai chiudere la porta alla speranza. Tra gli scrittori Don DeLillo e Salman Rushdie. Di recente, invece, sono andato poco al cinema».
Quanto alla sua spiritualità così meticcia, ci spiega almeno cosa intende con «femminismo macho»? E qual è il suo rapporto con la religione?
«Vuol dire riconoscere l’insostituibile contributo femminile ma da una prospettiva maschile. Capire che le donne sono molto più brave a mettersi in relazione con gli altri, capacità essenziale e rara, mentre il maschio è tendenzialmente autistico. Per quanto riguarda la religione, non ne possiedo il dono. Apprezzo quella degli altri a patto che non la vogliano imporre. E credo che la principale minaccia per la società siano i fondamentalisti, di ogni genere. Per difendersi propongo di non credere oltre all’80 per cento in ciò che si fa. Solo così resta un margine critico e si evitano pericolose derive assolutistiche».
Le sue rubriche sono piene di citazioni idiosincratiche. Da una recensione di Giuseppe II al Ratto del Serraglio («troppe note, caro Mozart!») per descrivere l’eclettismo di un segno a un’osservazione dell’opinionista L. M. Boyd sul fatto che se una mucca annusa l’aglio anche solo un minuto, il suo latte saprà di aglio, a riprova dell’ipersensibilità di un altro. Da dove vengono fuori tante suggestioni diverse?
«Sono un collezionista di fattoidi, un lettore onnivoro. Il più grande godimento, per me, resta l’imparare cose nuove. C’è una parte di preparazione più strutturata: la mattina New York Times, Cnn, una quantità di blog e di aggregatori, da Metafilter a Reddit a Digg. E poi vago, ancora tra i siti, non necessariamente di notizie, e fisicamente a giro per San Francisco o in qualche villaggio della baia lasciandomi guidare dalle suggestioni. E quando mi imbatto in una frase o situazione interessante mi viene subito in mente al caso di chi potrebbe fare».
Per quanto anomalo, resta pur sempre il più celebre oroscopista del mondo. Indizi per il 2011?
«C’è una configurazione molto interessante, verso aprile-maggio, con Giove in congiunzione con Urano in Ariete, che significa rinnovamento. Alcuni sintomi si vedono già, con WikiLeaks che ha gettato nel panico la diplomazia. Oppure novità sul fronte delle intelligenze extra-terrestri. Ma tutti avranno un forte potenziale di reinvenzione». Che è un po’ il senso del gioco, ma fa piacere che qualcuno ce lo ripeta con parole sempre nuove. A parte Luigi Tenco – e sappiamo com’è finita – chi vorrebbe cantare «domani sarà un giorno/uguale a ieri?»




Thursday, January 6, 2011

Parisi: "Il PD è un partito allo sbando"


 “Abbandonare le primarie significa riconoscere il fallimento del Partito Democratico”.
Arturo Parisi, che ha ideato l’Ulivo e le primarie, non è sfiorato dal dubbio che, come dice ormai il segretario Bersani, è meglio congelarle per un po’.

Un tagliando, un’aggiustatina forse ci vogliono, onorevole Parisi. Le primarie fanno male al PD?
“Quelle che fanno male al PD sono le primarie finte. Resta però la domanda. Può un partito, che si voleva un “partito nuovo” nato per cambiare la politica, abbandonare le primarie senza riconoscere in questo abbandono il suo fallimento? Personalmente ritengo di no. Il gruppo dirigente usa perifrasi sostitutive dell’abbandono: il congelamento, il sacrificio, l’aggiustatina. In questo modo ammette che le primarie si possono fare pure fuori, ma non si può dichiararlo. Ma per quanto si provi a fischiettare, anche “cojonare” i cittadini non è semplice. Se ne accorgono. Se non vogliamo farci del male dobbiamo farle e farle bene riconoscendo che le primarie ci chiedono di cambiare in radice il partito”.

Ma l’esperienza insegna: in Puglia il PD alle primarie ha avuto uno schiaffo da Nichi Vendola; a Firenze, Matteo Renzi l’ha spuntata contro la nomenclatura democratica; a Milano ora la meglio l’ha avuta il candidato di SEL, Giuliano Pisapia.
“Ripeto. O le primarie sono vere, cioè aperte e trasparenti, o illudersi di poter continuare con primarie con primarie finte, pensate come un plebiscito attorno al candidato che il gruppo dirigente del partito ha predestinato alla vittoria, fa male a noi e fa male alla democrazia. E’ per questo che le primarie che, sperimentando per la prima volta l’istituto conquistato da Prodi, videro vincere nel 2005 Vendola in Puglia, restano un punto di riferimento. Così come quelle sempre in Puglia nel 2010, un regalo straordinario che di certo D’Alema non voleva fare a Vendola, hanno rafforzato la convinzione tra gli elettori della necessità delle primarie. Penso che i dati di Ilvo Diamanti su Repubblica dimostrino senza incertezza il loro stabile radicamento tra gli elettori di centrosinistra”.

Il suo invito è quindi di rilanciare le primarie?
“Se invece di vantarci di aver promosso una gara nella quale qualsiasi vincitore poteva essere considerato il candidato di tutti, si arriva a dire che il PD ha perso a Milano o, addirittura a Firenze, solo perché non ha vinto la persona sulla cui testa il gruppo dirigente aveva messo il suo cappello, sta già in questo la spiegazione del nostro problema. Diamanti scrive che la passione per le primarie sembra in declino nel gruppo dirigente del partito. La verità è che la passione per le primarie è stata sempre molto bassa. Ora ho paura che si stia avvicinando allo zero. Ecco perché Repubblica ha fatto bene a chiedersi: dopo le primarie, c’è ancora il PD?”.

Dove va il PD?
“E’ proprio questo che non si sa. L’impressione è che il partito ha perso il bandolo, la bussola. Nell’arco di tre anni, abbiamo cambiato cinque schemi di gioco: l’Unione, poi la scelta di andare da solo “ma anche” con i radicali dentro e Di Pietro fuori, poi il centrosinistra come cartello di partiti, quindi il Nuovo Ulivo, e ora l’alleanza preferenziale con i centristi. Ma soprattutto c’è una spinta a tornare indietro, alle alleanze decise dopo le elezioni. Senza escludere neppure la possibilità di una Grosse Koalition. Siamo insomma allo sbando. Ecco perché per le primarie viene il dubbio: se è l’alleanza con i centristi a chiedere l’abbandono delle primarie o se viceversa si fa l’alleanza con i centristi proprio per abbandonare le primarie. E se, mentre ci si propone di andare oltre Berlusconi, non si pensi invece di tornare a prima di Berlusconi”.

Lei farà una corrente: vuole rifondare il PD?
“Corrente di che? Uscire da che cosa? La verità è che il partito come soggetto collettivo non esiste più: a destra c’è un insieme di persone che prende ordini da un capo; dalla nostra parte il partito è poco più di un campione nel quale ognuno si comporta in autonomia con libertà sempre più ampia. Continuare sulla strada della contestazione è logorante per tutti, è bene che ognuno di rimbocchi le maniche e operi in libertà, guidati dalla ragione, dalla coscienza e dal cuore”.







Tuesday, January 4, 2011

Austria, Der Standard: Berlusconi come Putin.



Quello che sta accadendo in Europa ha dell’incredibile.
Dal primo Gennaio infatti la presidenza UE è passata all’Ungheria che, per chi non lo sapesse, è un paese che in maniera alquanto autoritaria sta mettendo al bando la libertà di stampa.
In tutto questo, il paese magiaro è additato di essere la pecora nera dell’Europa Liberale.
Può un paese governato in questa maniera ottenere la presidenza dell’Europa di De Gasperi?
Le critiche naturalmente piovono a raffica e persino il governo austriaco ci va giù pesante, nonostante il silenzio assordante di Budapest.
Il silenzio più assordante, tuttavia, è quello dell’Unione Europea che nulla dice a proposito della questione dei media in Europa e, figuriamoci quindi, in quell’Ungheria dove il Primo Ministro Victor Orba’n agisce ormai nell’impunità più totale.
In un editoriale del quotidiano austriaco “Der Standard”, ci si pone sconsolati l’interrogativo se davvero la libertà di stampa messa oggi in pericolo interessi a qualcuno e, rincarando la dose, focalizza l’attenzione su altri paesi europei in cui la libertà di stampa sembra esser stata pesantemente limitata da tempo, tanto da entrare nella Nostra Beneamata Italia e paragonare il caso Rai-Set a quello dei media russi.
Il quotidiano finisce per attaccare duramente Bruxelles, rea di aver lasciato correre e lasciato altresì espandere il modello russo a tutta l’Europa Occidentale oltre che ad aver, in quanto Istituzione limitata, come unico mezzo utile per la tutela dei giornalisti dalle persecuzioni sommarie, la Corte dei Diritti Umani.
Insomma, un articolo che parla di giustizia politica in salsa Sovietica con un Berlusconi che fa approvare leggi che impediscono ai magistrati di combattere la corruzione e che, proprio per i succitati motivi, trovano poco spazio nei giornali con, dal versante opposto, un imbarazzante Sarkò, sempre più attivo e impegnato nel tentativo di permettere ai suoi amici imprenditori di comprare una serie di importanti quotidiani transalpini, tanto da spostare l’attenzione mediatica sulle vieppiù interessanti vicende riguardanti Carlà Brunì.

Tutto il Mondo è Belpaese.