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Monday, September 16, 2013

Ma Fioroni e Bassolino chi li rottama?



Nonostante Renzi gestisca la politica italiana dal mese di Febbraio, nonostante abbia il partito nelle sue mani, nonostante gli italiani percepiscano il suo partito ai suoi piedi, il PD s'è cristallizzato su di una media-sondaggi del 25%. Quasi 5 punti in meno rispetto alle settimane in cui Bersani cercò di stanare il 5 Stelle.

Stando agli ultimi sondaggi, il Sindaco di Firenze non supera mai il 50% dei consensi nemmeno all'interno del suo partito. Cosa che, se vogliamo fare un parallelo con le ultime Primarie, corrisponde più o meno a quel 40% con cui perse contro Bersani.

Renzi gode attualmente e da sempre di un consenso reale che si aggira attorno ai 4 milioni di voti e che, per giunta e per assurdo, qualora decidesse di formare un partito tutto suo, qualora ne avesse il coraggio, si dimezzerebbe (almeno) in virtù della forte appartenenza degli elettori democratici al partito e del fatto che il centro è già occupato e che, così come a destra, non si sfonda mica.

Renzi ha perso smalto, è ripetitivo, ridondante, non buca più lo schermo, non propone nulla di nuovo, e fatica a prendere la benché minima decisione oltreché la benché minima posizione. Non convince nessuno. O meglio, convince la gente su cose delle quali la gente è già convinta. È come uno psicoterapeuta: dice al paziente ciò che il paziente ha sempre saputo.

Gode della mancanza di un leader alternativo all'interno del partito - che non sia Letta - ed è sempre più palese come il partito tutto voglia cuocerlo a fuoco lento, sovraesporlo mediaticamente, prender tempo per potergli opporre un candidato in grado di giocarsela.

Dopo la lunga fase ascendente, si è stabilizzato per un periodo relativamente breve e ha di colpo preso a scendere. Appare sempre più artificioso, finto, incompetente. La sua equidistanza tra Berlusconi e Bersani non convince assolutamente gli elettori berlusconiani e men che meno gli elettori della sinistra democratica o del centro moroteo. Quello che la sua voglia di strafare non comprende e che potrebbe riuscire in ciò che nessuno mai è stato capace di fare nella storia del PD: far convergere tutto il partito su un solo candidato. Il suo antagonista.

Sta passando di moda velocemente come le sue cravatte viola. Non ha né la narrazione né la virilità né le televisioni né tantomeno i soldi di Berlusconi. Non ha né la competenza né la padronanza di Monti. E non possiede né la comunicazione emotiva né le capacità oratorie di Grillo. Non attrarrà mai alcun elettore che attualmente vota i succitati leader politici. È una copia di un po' tutti i leader. E la gente preferisce l'originale.

Non potrà godere di una nuova incredibile spinta televisiva atta a distruggere Bersani perché Bersani lo hanno già distrutto. Non ha una storia da poter anteporre alla sua figura, non ha grandi conoscenze in materia politico-economica, e non tocca il cuore tanto da permettere l'inizio di una prima grande narrazione che lo possa riguardare. Troppo poco di destra, troppo poco di centro, troppo poco di sinistra e troppo poco grillino. Né carne, né pesce.

E i suoi luoghi comuni, le sue ovvietà, il suo patetico tentativo di accattivarsi le simpatie di ogni elettorato - dimenticando il proprio - lo rendono falso, irritante, poco rassicurante e noioso. È quanto di più autoreferenziale e psicotico si possa trovare in circolazione. Parla solo di sé, di Firenze e di Bersani. Del Partito Democratico e dell'Italia nemmeno l'ombra. Il più grande complimento che riceve, fa più o meno così: 'Sa comunicare'.

La sua strategia è alquanto pacchiana e al momento regge abbastanza bene solo grazie al grande bacino a cui si rivolge il Partito Democratico. Ha la coperta più corta della politica italiana e la sfilaccia da sé giorno dopo giorno. Ha puntata su di sé - pronta a far fuoco - l'artiglieria berlusconiana. Mentre Monti lo schiaccia a sinistra, gli ex Margherita e gli ex Ds sempre più a destra e il Movimento Cinque Stelle sempre più giù.

Renzi ha mandato letteralmente in malora la campagna elettorale del Partito Democratico. Ha vanificato il tentativo di Bersani e del suo partito di impostare una campagna elettorale formativa e ricca di contenuti. La sua bolla mediatica creata ad arte dai poteri forti, dai loro mezzi di comunicazione ostili alla sinistra del PD durante le Primarie, gli ha permesso di dettare una agenda politica vuota, fondata su temi ininfluenti ai fini del benessere del cittadino. E il suo demagogico puntare sul dimezzamento dei parlamentari, dei loro emolumenti, delle Province nonché sull'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti (in tutto poche centinaia di milioni di euro), ha praticamente distrutto l'egemonia democratica venutasi a creare nel Paese dopo le Amministrative del 2011. Ha imposto una campagna elettorale priva di contenuti. Ha legittimato il populismo e la demagogia di Grillo e Berlusconi. Ha spianato loro la strada. Ha spazzato la razionale campagna bersaniana. E ha incentivato nei cittadini paura e rabbia. Ha versato sangue in un mare di squali.

Cos'ha intenzione di fare per rimediare a così tanto immani disastri? Crede per davvero che diventare Segretario del PD e suo candidato Premier sia cosa scontata? E, soprattutto, pensa realmente di poter vincere le Elezioni, prendendo bastonate da Belpietro a Porta a Porta?

Quanto gli conviene correre per la Segreteria di un partito spaccato e che spaccherebbe ulteriormente? Ritiene d'essere il collante? O si accontenta di Fioroni e Bassolino? Non gli converrebbe puntare alla Presidenza del Consiglio?

Confido nella buonafede e nel buonsenso di chi lo segue.

Renzi è un bluff



Matteo Renzi è un contenitore vuoto. Un gran bel contenitore, ma vuoto.

Crede che gli italiani siano dei perfetti imbecilli e - nonostante questi vivano una crisi senza precedenti - continua a parlare di IMU. Parla di un'imposta che nessun Paese al Mondo mette in discussione e della quale abbiamo preso a parlare nel 2006, quando ancora si chiamava ICI, e della quale continueremo a parlare anche l'anno prossimo. Ne parliamo ininterrottamente da 7 anni e con il prossimo saranno 8. Manco stessimo dibattendo sull'esistenza o meno di Dio.

Parla di un'imposta che vale 3 miliardi di euro circa a fronte di una spesa pubblica di 850 miliardi, aumentata di ben 350 miliardi in poco più di dieci anni. 3 miliardi a fronte di un PIL di circa 2000 miliardi di euro e di una ricchezza privata di 8000 miliardi. Parla del nulla. Uno statista.

Matteo Renzi non è né un liberale né un socialista. Non ha proposte. Non ha il coraggio di parlare né di un tema tanto caro ai liberal quale lo snellimento della macchina dello Stato né di affrontare quelli che sono i temi più caldi per un uomo di sinistra: redistribuzione della ricchezza, disoccupazione e stipendi da fame. Stipendi da fame che non permettono l'acquisto dei beni, la crescita delle imprese e l'assunzione di nuovi lavoratori.
A Matteo Renzi manca l'ABC. Manca una visione del Partito, del Mondo, e dell'Uomo.

Ha in mente un partito personale che abbatta le due correnti (presenti in tutti i partiti liberalsocialisti mondiali) e che soddisfi la sua tendenza all'onnipotenza. Cambierebbe la sua struttura, regole e meccanismi decisionali in funzione della sua persona. Così come già accade per PDL, SC, SEL e M5S. Con una semplice differenza: non possiede né il carisma né la forza comunicativa né tantomeno la visione di Berlusconi o di Grillo.

qual è la sua visione del mondo? Blair? L'apice del neoliberismo che ha portato la finanza a strozzare il nostro Paese solo pochi mesi fa? In che Mondo vive? E in che anno? Lo sa che i laburisti hanno rotto col passato ed oggi sono meno Lib e più Lab? Lo sa che hanno sterzato decisamente a sinistra ed hanno incoronato Ed Miliband? E che Ed Miliband abbia chiuso con il New Labour di Tony Blair per dar vita al One Nation Labour? Questo lo sa? Lo sa che ha già detto no all'intervento militare in Siria, riuscendo ad isolare in un sol colpo un Obama che si ostina ad apprendere ancor oggi dal suo più illustre predecessore?

E dell'uomo, invece, cosa ne pensa? Cosa crede della natura umana? Viene prima il collettivismo o l'individualismo? Viene prima la libertà o la giustizia sociale? Gliel'hanno detto che che la giustizia sociale rende possibile la libertà?
Matteo Renzi è talmento vuoto che non è a conoscenza del fatto che essere liberalsocialisti nel 2013 significhi avvicinare innanzitutto Locke a Rousseau, partire dai concetti di Stato di Natura e Stato di Diritto, e giungere alla conclusione che dal momento in cui nello Stato di Natura non esiste disoccupazione, è compito dello Stato di Diritto creare le condizioni affinché l'uomo possa procurarsi del cibo attraverso il lavoro affinché non si creino condizioni di prigionia esistenziale. Matteo Renzi lo sa mica che questa ingiustizia nega la libertà? Sa che lo Stato ha il dovere di consentire la piena occupazione lavorativa e, quindi, il soddisfacimento dei quei bisogni che Maslow ci insegna? Sa che lavorare è un diritto universale? O pensa, come i più noti liberalsocialisti blairiani italiani (Cicchitto, Brunetta, Tremonti, etc.), che la disoccupazione è una colpa che appartiene a chi vive quello stato esistenziale? Lo sa che l'uomo è sempre stato libero di nutrirsi, coprirsi e difendersi come e quando desiderava, e che solo con la nascita dello Stato di Diritto, per esigenze inerenti la sicurezza, ha deciso di privarsi di parte della sua libertà? Lo sa che i diritti vengono prima del merito?

E poi, cosa ne pensa degli ultimi vent'anni? Vanno rimossi o negati? Non andrebbero affrontati e superati con la forza dei sogni di chi ha il progresso e l'emancipazione della razza umana nel cuore?

Cosa intende fare con le sue smanie di protagonismo? Crede per davvero che dopo aver contribuito al tradimento di Romano Prodi, dopo aver costretto il partito all'alleanza con il PDL, dopo aver maltrattato la gente che ha fondato lo stesso partito dal quale ora li vuole fuori (un po' come sbattere fuori da una associazione X i suoi fondatori piuttosto che crearsene una su misura), possa tenere unito il partito? Questa è la nuova sinistra? Un partito che non rispetta la gente più in là con l'età? Un Paese di anziani nelle mani di uno che non crede in loro? In che modo mostra interesse nei confronti delle sorti del Partito Democratico? Come potrà mantenerlo unito dopo averlo distrutto? Quale atmosfera si potrà mai respirare in un partito in cui sono stati offuscati i simboli più importanti? E, soprattutto, ha per caso la pretesa che il suo PD potrà mai essere un PD dall'elettorato unito? Si rende conto della tragedia che ha innescato? E della definitiva deriva personalistica del nostro Paese?

No, non se ne rende conto. E prima di far diventare questo Paese la più grande anomalia tra le democrazie occidentali, prima di portare l'Italia ad essere l'unico Paese senza un partito politico, perderebbe quelle elezioni che Bersani non ha affatto perso. E per mano della sua ingordigia. A causa della sua natura, la sua tendenza a dividere, la sua incapacità a tenere assieme un partito, un elettorato, un Paese. Se stesso.

State tradendo Moro e Berlinguer



State mandando in malora il più gran bel sogno della politica italiana. State impedendo quel lento ma inesorabile avvicinarsi tra cristianesimo sociale e socialdemocrazia. State distruggendo un partito che affonda le sue più profonde radici nel più remoto dei passati della nostra storia repubblicana. State prendendo parte alla distruzione dell’unica diga, l’unico partito, le uniche persone che il Paese abbia visto opporsi alla dirompente e accecante forza della destra negli ultimi due decenni. State prendendo a randellate nei denti le uniche persone che si siano opposte al malaffare e al malcostume fattisi potere politico. State rovinando tutto.
Avete distrutto il Segretario che voi stessi avete votato, il candidato alla Presidenza del Consiglio che voi stessi – per la seconda volta in tre anni – avete votato. Lo avete persino deriso quando ha umilmente deciso di farsi da parte dopo esser stato tradito. Avete bruciato coloro i quali hanno fondato il partito, due tra le più grandi personalità del sindacato e della politica italiana: Franco Marini e Romano Prodi. Un ex Segretario della CISL, ex Presidente del Senato nonché artefice della fusione tra Margherita e Democratici di Sinistra e l’unico leader del centrosinistra contro cui Silvio Berlusconi non abbia mai vinto.
State ponendo i presupposti per la vittoria finale del berlusconismo. State consacrando Silvio Berlusconi proprio nel giorno in cui Silvio Berlusconi ci abbandona. State tradendo voi stessi, la vostra storia, la vostra cultura, i vostri ideali, la vostra tradizione. Siete talmente persi nella affannosa rincorsa della vittoria sul nemico che siete diventati il nemico stesso. Non vi si distingue più dall’originale, e la vostra dannata superbia – qualora riusciste a vincere la battaglia – costerà cara quanto non mai. Costerà la restaurazione di ciò che già c’era, l’atto finale della macelleria sociale avviata da Bettino Craxi nel 1983, e che solo i governi che avete votato, hanno combattuto. Avete votato governi che hanno viaggiato con un PIL che cresceva quasi del 4% a fronte della stagnazione causata dalle politiche di Giulio Tremonti. Avete votato governi che hanno riportato per ben due volte il nostro debito pubblico al 100% del PIL dopo i buchi lasciati dal neoliberismo nostrano. Avviarono una nuova stagione del lavoro che pose i presupposti per abbattere la disoccupazione. Le cose non accadono per caso e la realtà è ben più complessa. Erano i vostri governi, i governi che state rinnegando assieme ai loro uomini. State sputando nel piatto in cui avete mangiato.
E il motivo, poi? Perché non hanno saputo fronteggiare degnamente 100 emittenti televisive e 1000 riviste, no? Perché hanno rifiutato il linguaggio vuoto, il linguaggio della menzogna, il linguaggio che approfitta della gente più debole e più a rischio. E cosa proponete ora? Il rovescio della medaglia, l’assenza di contenuti, l’intrattenimento, gli slogan, la mancanza di una visione per il Paese, per voi e per i vostri i figli. E chi proponete? Uno che in vita sua ha passato più tempo con Marchionne che con un metalmeccanico. È questo che avete sempre sognato?
State demonizzando le uniche persone che si sono opposte a così tanta merda. Tipo Rosy Bindi che ne ha presa in faccia a tonnellate. E che sia chiaro: quelle persone, quelle care persone che avete votato per così tanti anni, non hanno rappresentato e non rappresentano assolutamente un dono divino e, la loro presenza, la loro resistenza, non era e non è affatto dovuta, non è stata e non è assolutamente una cosa scontata. Avreste potuto proporvi al posto loro, far politica al posto loro. Avreste sicuramente fatto meglio voi. O sbaglio? L’esistenza della gente per bene non è cosa scontata nella vita e, soprattutto, non in questo Mondo.
Voi non siete come, siete esattamente il bigotto che attribuisce le colpe di un qualsivoglia reato alla vittima piuttosto che al colpevole. Siete fatti della sua stessa essenza. Siete lui. Vi siete imberlusconiti. Avete ceduto ai media del Cavaliere ormai da troppo tempo, molti anni prima rispetto alla gente che volete ardentemente mandare a casa. E sappiate che la vostra sarà una colpa storica. Una colpa che porterete con voi per sempre.
State tradendo Moro e Berlinguer.