Sprintrade Network

Tuesday, December 17, 2013

La sinistra deve spacchettare










Nulla è per caso.

Sono sempre gli stessi. Gli stessi politici da 20 anni. Gli stessi politici, eccezion fatta per Bersani, Vendola, D'Alema, Boldrini, Bindi, Prodi, Marini, etc. Roba che ti stanchi ad elencarli. 

E, a torto o a ragione, li hanno fatti fuori tutti o hanno minato irrimediabilmente la loro credibilità. Hanno ammazzato la sinistra. Tutti i più importanti esponenti, mentre Bossi si è addirittura ricandidato alla Segreteria della Lega Nord, Berlusconi è nuovamente a capo di Forza Italia, La Russa milita in una nuova Alleanza Nazionale, Casini è padrone dell'UDC e gli uomini di Comunione & Liberazione hanno ancora il copyright della parola 'Moderato'.

Ci hanno costretti al parricidio perché erano proprio loro gli stessi a dirci - magnanimante - che solo così avremmo vinto. Come l'amante di nostra madre che ci costringe ad ammazzare nostro padre perché solo così potremmo avere un padre vero.

Poi sei lì tutto assonnacchiato, che gli altri si svegliano, e iniziano a dire 'Toh, guarda: le persone che hanno votato Renzi son le stesse che votavano Bersani, i voti li ha presi solo nelle regioni rosse già nelle nostre mani, Renzi ha portato ai seggi meno persone rispetto a tutte le altre Primarie passate nonostante sia la punta di diamante che aspettavamo, e non ha saputo mobilitare minimamente i giovani - al pari di Bersani, l'anticomunicatore che c'ha fatto perdere le elezioni come Occhetto - eccezion fatta per i tesserati'.

Nel mio piccolo continuo sonnacchioso ché tanto qua il PD ormai è un partito di esperti di comunicazione e marketing più che politico, convinti come sono che per vincere basti un ottimo comunicatore, che comunicare significhi intrattenere
, che comunicazione sia sinonimo di Berlusconi. Tutte cose ripetute ossessivamente guarda caso da Mediaset e da Silvio Berlusconi. Perché non va più di moda leggere libri, informarsi, parlarne con un esperto. Giusto per capire come funziona.

Niente, spero soltanto che non abbiano intenzione di andare a votare con il Mattarellum, presentandosi più o meno con lo stesso assetto delle ultime Elezioni Politiche ché Scelta Civica non basta e forse non serve. Con il Mattarellum ci sarà bisogno di spacchettare, presentare più partiti, parlare a più persone con più linguaggi, partendo da una scissione interna al PD che punti a mantenere la parte Liberal nella famiglia dei Democratici Europei del S&D o nell'ALDE, ed una parte Social che permetta al Paese e al centrosinistra di reinserirsi nel PSE, ampliando l'offerta e contrastando con più voci ciò che una voce sola non può esprimere. Rischieremmo per l'ennesima volta un partito scisso, litigioso, senza una unica missione o una unica visione da offrire all'elettorato. Che non ti faccia mai capire da che parte sta. Il solito partito dissociato. Un po' di là, un po di qua. Un partito costretto a fare i salti mortali per piacere al tempo stesso ai suoi elettori di centro, a quelli di sinistra, agli elettori moderati, agli elettori grillini, agli elettori di destra.

Che poi, andando di dissertazioni, tra il serio e il faceto, ho dimenticato di dire che credo sia giunto il tempo di colmare la più grande lacuna interna alla storia del nostro Paese e della nostra politica. La mancanza di due partiti - capaci di superare l'1% - che rappresentino i due più grandi Pensieri della storia dell'Umanità: quello liberale e quello socialista. 

Ah, se solo riuscissimo a portare a casa il doppio turno, avremmo un PD solido. E poi? E poi, non basterebbe comunque. Non risolveremmo la natura dissociativa del partito. 

Quindi: se solo riuscissimo a diventare un paese serio, partendo col fare le cose semplici, e giungendo, poi, alle cose complesse. Ché non bastano mica quelle poche conquiste referendarie che hanno contraddistinto i decenni passati per rendere l'Italia un vero Paese occidentale con una democrazia matura figlia di quelle bisognose quanto fondamentali battaglie politiche per i diritti civili e per la giustizia sociale. Servono battaglie condivise per ottenere un partito dai valori condivisi. Un Paese dai valori condiviso. Qua il pensiero magico non basta più. C'è un Italia che sta morendo.


Editoriale di Luigi De Michele



Friday, December 6, 2013

Napolitano non avrebbe dovuto dare mandato a Prodi




La nascita del secondo Governo Prodi è stato l'evento più disastroso che abbia colpito la sinistra italiana negli ultimi vent'anni. La sua nascita fu una forzatura pacchiana. Una mossa irrazionale. Un atto emotivo, impulsivo. Una scelta scellerata che non tenne conto delle esigenze del Paese, degli italiani e dello scenario politico venutosi a creare. Fu l'epic fail più terrificante della storia del già funestato centrosinistra moderno. Un delitto dettato da quella dannata sete di potere che tanto venne e viene rimproverata a Berlusconi e alla destra.

La nascita di quel governo fu per Giorgio Napolitano la sua prima grande sconfitta. Lui, proprio lui, che con lungimiranza e visione impeccabile, intuì fin da subito la portata di quella scelta irresponsabile. Cosa avrebbe causato. Una lunga agonia che avrebbe dilaniato una compagine tenuta assieme da non si è mai saputo cosa. Un pastrocchio in grado di tenere assieme Dini, Di Pietro, Mastella, Pecoraro Scanio, Capezzone e Ferrero. Roba da pelo di levriero afgano nello stomaco. Che la vera rottamazione l'ha fatta Bersani, evitando di imbarcare tutto e il contrario di tutto. Roba da ibuprofene da 1200 mg prima di guardare Ballarò.

Sbagliarono lo sbagliabile. Ogni passo, più lungo tre volte la gamba di Fassino. Angosciarono l'Italia più di quanto abbia fatto lo spread con Berlusconi. Dilapidarono voto dopo voto il consenso più grande che una coalizione di governo abbia mai ricevuto nella storia repubblicana.

Con un governo di larghe intese non saremmo mai stati travolti dallo scandalo rifiuti. Con un governo di larghe intese avremmo potuto gestire al meglio l'informazione del nostro servizio pubblico. Con un governo di larghe intese non avremmo vissuto due anni di litigi interni a L'Unione e a L'Ulivo. Con un governo di larghe intese, il processo che portò alla nascita del Partito Democratico sarebbe stato più serio e meditato.

Avremmo potuto giocarcela alle elezioni successive. Avremmo evitato la distruzione della sinistra italiana. Avremmo affrontato la crisi con un governo più forte e più credibile. C'avrebbe guadagnato la gente più a rischio. Non sarebbe nato il 5 Stelle. Renzi starebbe girando la ruota della fortuna. E Prodi sarebbe diventato il nuovo Presidente della Repubblica.


Luigi De Michele



Wednesday, December 4, 2013

La mozione spartana


Vent'anni di democrazia.

Vent'anni di democrazia non c'hanno insegnato nulla: Occhetto aveva ragione. Arrivare secondi brucia più che arrivare terzi. Dobbiamo riflettere su quanto accaduto, sul tradimento dei 101, sulla tragica tornata elettorale appena conclusasi, consapevoli del fatto che se non comprenderemo le ragioni della nostra sconfitta non saremmo quello che siamo. I soliti comunisti del cazzo.

La pancia dell'elettorato ha parlato chiaro: ha fame. Ma purtroppo per loro abbiamo già mangiato il mangiabile. Non pretenderanno mica che rigurgitiamo tutto quanto? Quasi quasi ci fanno pena. Che la scontassero al posto nostro.

I nostri, poi, non ci votano più nemmeno loro, credono di aver perso anche quando vinciamo. Cosa dovremmo fare dopo aver vinto a Catania? Strappare Salt Lake City ai repubblicani?

Stanno messi peggio di noi. Tutti a parlare di berlusconismo senza tener conto dei danni causati dall'antiberlusconismo. Dove lo troviamo un altro così? Un altro che ci faccia vincere tre volte le elezioni? Qua ci torna la Democrazia Cristiana, mettono in piedi un Governo l'anno per cinquant'anni, comandano tutti e nessuno, e non sappiamo più chi odiare. Ci tolgono il pane di bocca. E le brioches non si toccano mica.

La strategia dell'apparato è chiara: imporre una nuova stagione politica caratterizzata da quella che noi amiamo definire 'democrazia da cabina balneare'. Pretendi le ferie e poi non voti ad Agosto? Tieniti quel socialdemocratico di Marchionne.

Mobiliteremo l'Esercito del Surf, Massimo Ciavarro, e Gerry Calà a Cala Corvino. Dovranno esserci solo i nostri. Perché se Stalin non ti vede, Dio è ipermetrope. Quindi, dite a vostra moglie di coprirsi ben bene. Non lo vedete che Papa Francesco è comunista?

È in atto un profondo cambiamento antropologico. I lavoratori rappresentano pressoché la metà della popolazione e l'altra metà siamo noi. I pensionati non sanno nemmeno loro come hanno fatto ad arrivare a prendere quei quattro soldi che siamo costretti dare loro, mentre riempiamo le nostre donne di benzodiazepine perché per loro non c'è lavoro manco volendo pagarle le prestazioni lavorative di tasca nostra. Che impegno che ci siam presi! Chi ce lo fa fare? La gente non arriva a fine mese. E non si tratta mica della tipica forma di impotenza da quarta settimana.

Ci aspettano con i forconi. Gli stessi che usavamo a tavola. Tocca darci una regolata, un altro mese di campagna elettorale e avremmo preso gli stessi voti di Gianfranco Fini.

Il 25 Febbraio ci ha consegnato un quesito chiarissimo: il partito gira intorno alla terra o è la terra che gira intorno al partito? E poi, la terra è piatta oppure i piatti sono di terracotta? Come si pone il Partito Democratico di fronte a suddetto quesito? È piatto anch'esso? Siamo diventati per caso lo strumento di chi oggigiorno mangia impunemente a piene mani?

Amiche e amici, compagne e compagni, ma lo sentiamo ancora il nostro elettorato, il suo dolore? Dov'è finito il nostro cuore. E se a Fassino fosse venuta una ptosi?

È giunto il momento di decidere da che parte stare. E se le circostanze ce lo imporranno, dialogheremo anche con Molinari. Faremo di tutto pur di salvare la poltrona. Firmeremo carte false, venderemo cara la pelle, espugneremo Pavia.

Noi, che crediamo nella libertà individuale tanto quanto nella società. Noi, proprio noi, non vestiremo tutti uguali, e imporremo dazi doganali più pesanti nei confronti di H&M, vi lasceremo liberi di pagare le vostre bollette senza impegno e abbatteremo una burocrazia che rasenta il Politburo. Faremo questo ed altro. Perché non siamo e non saremo mai come loro: non faremo abbeverare i nostri cavalli nelle acquasantiere. Gaucci non è di Serie A. Sta bene dove sta. E Varenne c'ha la sua età.

Dite loro che è finita la pacchia. Verremo a prenderli stasera da lassù con una Torpedo Blu. È giunto il giorno della riscossa. Abbiamo sempre fatto il possibile, e per i miracoli, questa volta, abbiamo contattato nientepopodimeno che Alì Agca.

Perché noi democratici siamo per la giustizia sociale, per un welfare migliore, per la tutela dei diritti dei lavoratori, dei disoccupati e degli studenti. Non intendiamo continuare a fagocitare oltremodo la morbosa voglia tutta italiana di mescolare la sfera pubblica con quella privata. Per noi la morale della favola è sempre la stessa: la morale dentro di me e per quanto riguarda Ruby 'Meno male che Silvio c'è'.

Non sappiam che farcene dei gossip, della vuota descrizione della vita del principale esponente dello schieramento a noi avverso: Silvio Berlusconi. Abbiamo già dato disposizioni ad Erich Honecker di provvedere. Contiamo su metodi oltremodo persuasivi e non vorremmo che la gente venisse a conoscenza della vera natura del suo rapporto con Leonid Breznev.

La sinistra è passione. Non ci fossimo noi, stareste costruendo le piramidi.

Abbiamo contribuito alla liberazione dei più deboli, alla emancipazione della razza umana. Abbiamo realizzato il più grande tra i sogni degli italiani: quello di Aldo Moro e di Enrico Berlinguer. Uomini veri che hanno rischiato o addirittura perso la vita affinché intraprendessimo questo viaggio. Cosa ne potrà mai sapere Renzi di cosa è significato per noi democratici ricucire le ferite di un Paese devastato dalla mafia e da una destra eversiva? Sa per caso cosa significa fare politica per trent'anni avendo tutti i mezzi d'informazione contro? Non lo saprà mai. Non lo sa perché sono già saliti tutti sul suo carro.

È un doroteo, il braccio destro di Rumor, un Andreotti scemo che ha già subito una condanna, il nuovo Bettino Craxi nato per distruggere il centrosinistra italiano, per dividere la nostra gente, per mandarla a lavorare una volta per tutte. Non c'è riuscito Berlusconi in persona, figuriamoci lui.

Civati, poi. Civati è un hobbit, un hobbit travestito da politico. Roba da 'Signore degli Anelli'. Ogni qualvolta pigi sulla sua mano, esclama 'Rodotà'. E Penati lo ha rimosso? Pippo, dacci retta: se la politica fosse una questione anagrafica avremmo ancora l'apartheid in Sud Africa.

Noi, i bulli e i fighetti, non li vogliamo nemmeno nelle sezioni. Figuriamoci alla guida del partito o del Paese. Sentiamo la necessità di mettere al centro della discussione i problemi reali della nostra cara Italia. Non i loro. Che vadano da un valido psicoterapeuta e curino il loro stile di attaccamento. La loro mania di protagonismo è voglia insoddisfatta di sembrare belli e bravi agli occhi dei loro genitori. E, purtroppo per loro due, gli italiani non ne fanno più di figli.

Il Partito Democratico ha l'esigenza di avviare un percorso che porti alla reciproca legittimazione delle sue due anime, un cammino fatto di battaglie condivise tanto per la tutela della giustizia sociale quanto per la difesa dei diritti dell'essere umano. Necessita di più visione e meno visibilità. Gianni Cuperlo è l'unico politico democratico in grado di assicurare e rappresentare questo cammino, l'unico uomo in grado di tenere unito il partito, di mantener in vita la sinistra, di leggere nelle pieghe del passato, le viscere del presente, per capire ciò che accadrà in futuro. Votatelo. Vi preghiamo. Con tutto l'amore di un'eggregora. Altrimenti quello non la smette di calarsi allucinogeni, e ce lo teniamo su quel po' di coscienza che ci è rimasto.



"La libertà è partecipazione, uno spazio libero, e il viaggio da psilocibina anatolica t'aiuta a colmarlo.  Dai campi del Tennessee ai TSO da Tennent's ed LSD".